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Michele T. Mazzucato astrofilo, cittadino benemerito di Castiglione dei Pepoli, ha scoperto tre supernove simultaneamente.

Pubblicato da Andrea Donati il 05/01/2026

Molti castiglionesi si ricorderanno di Michele T. Mazzucato quale comandante della locale stazione forestale, adesso in congedo e ancora socio del Gruppo M1 Astrofili Castiglionesi, che ha ha realizzato un risultato di assoluto rilievo scientifico: la scoperta simultanea di ben tre supernove.

Nella nottata dell’8 dicembre 2025, giorno della festa nazionale dell’Immacolata Concezione, il ricercatore astronomo amatoriale Michele T. Mazzucato ha scoperto tre supernove, in collaborazione con i professionisti del Catalina Real-Time Transient Survey (CRTS), analizzando immagini ottenute con il telescopio Steward Cassegrain da 1,5 metri dell’osservatorio astronomico statunitense di Mount Lemmon, in Arizona.

I tre transienti, ufficialmente denominati SN 2025afzk, SN 2025agby e AT 2025agbz, sono stati individuati in galassie a spirale molto distanti dal nostro Sistema Solare:

  • SN 2025afzk nella galassia PGC 70793, nella costellazione di Pegaso, a circa 320 milioni di anni luce;
  • SN 2025agby nella galassia UGC 1882, nella costellazione del Triangolo, a circa 500 milioni di anni luce;
  • AT 2025agbz nella galassia UGC 564, nella costellazione di Andromeda, a circa 490 milioni di anni luce.

Le analisi spettroscopiche di conferma hanno consentito di classificare almeno i primi due eventi come supernove di tipo IIb e di tipo IIn, entrambe appartenenti alla categoria delle supernove a collasso del nucleo. Si tratta di esplosioni che segnano la fine della vita di stelle molto massicce e che portano alla formazione di una stella di neutroni o di una pulsar, come accadde per la celebre Nebulosa del Granchio (Messier M1), da cui prende il nome l’associazione astrofila castiglionese.

Il termine supernova fu coniato nel 1931 dagli astronomi Walter Baade e Fritz Zwicky per descrivere una delle esplosioni più energetiche e rare dell’universo. Oltre al loro spettacolare rilascio di energia, le supernove rivestono un ruolo fondamentale nell’evoluzione cosmica: sono vere e proprie fucine di elementi chimici pesanti, contribuiscono alla nascita di nuove stelle attraverso i resti di supernova e rappresentano strumenti chiave per la cosmologia, grazie al loro utilizzo come “candele standard” per la misura delle distanze astronomiche.

Mazzucato collabora attivamente alla ricerca astronomica da molti anni, ma la scoperta di tre oggetti di tale importanza in un’unica sessione osservativa rappresenta un risultato tutt’altro che ordinario. Un exploit scientifico che non solo arricchisce la conoscenza dell’universo, ma porta ancora una volta Castiglione dei Pepoli e l’Appennino bolognese alla ribalta internazionale, nel segno della passione, della competenza e della tradizione scientifica degli astrofili locali.

Fonte e foto: Notizie dalle Valli del Reno e del Setta

 

Michele Mazzucato

Michele T. Mazzucato (Savigliano, 21 ottobre 1962) è un astronomo amatoriale italiano di professione guardia forestale ora in congedo.

Socio cofondatore, nel 1999, del Gruppo M1 Astrofili di Castiglione dei Pepoli, i suoi principali campi d’interesse sono la storia dell’astronomia, la geodesia geometrica e l’astrometria dei corpi minori del sistema solare. Ha scritto numerosi articoli a carattere scientifico-divulgativo e alcuni libri.

Scoperte

Il Minor Planet Center gli accredita le scoperte di nove asteroidi, effettuate tra il 2006 e il 2007, tutte in collaborazione con gli altri astronomi Andrea Boattini, Fabio Dolfi e Luciano Tesi.

Inoltre è tra i più prolifici scopritori di supernovae nel progetto Galaxy Zoo e nel progetto Supernovae Hunters, attivo dal luglio 2016 nell’ambito del Pan-STARRS Survey, dove ha contribuito alla scoperta di oltre un migliaio di supernovae. Le più notevoli tra queste sono PTF 10guz, PTF 10xgx (due probabili super-Chandrasekhar mass supernova) e SN 2016el (una superluminous supernova SLSN-I).

Ha collaborato alla scoperta di comete radenti tramite il telescopio spaziale SOHO e alla scoperta di oggetti della Fascia di Edgeworth-Kuiper, tra cui 2011 HM102 che è risultato essere un troiano di Nettuno.

Ha coscoperto l’attività cometaria degli asteroidi 2015 FW412 e 2015 VA108, possibili membri della famiglia delle comete della fascia principale,nonché dell’asteroide 2009 DQ118 appartenente alla famiglia Hilda, ora diventato membro della famiglia di comete quasi-Hilda.

Nell’ambito delle collaborazioni internazionali ha anche coscoperto le stelle variabili tipo AM CVn PTF 1J0857+0729 e PTF 1J0435+0029 e il sistema triplo di 3 stelle O e B massicce TIC 470710327.

Ha contribuito al progetto Stardust@home con il quale sono state individuate, per la prima volta in laboratorio, particelle di polvere interstellare e alla missione OSIRIS-REx, collaborando alla mappatura e alla selezione del sito di prelievo del campione di regolite dall’asteroide 101955 Bennu.

Nel gennaio 2017 ha scoperto un numero primo con oltre un milione di cifre, primo italiano a raggiungere tale traguardo.

Fonte: wikipedia

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