Incidente sul Corno alle Scale: Sei escursionisti scivolati per 30 metri in un canale di ghiaccio, quattro feriti in ospedale
Pubblicato da il 22/02/2026
Gli alpinisti coinvolti erano divisi in due cordate: l’intervento del soccorso alpino e dei vigili del fuoco e il trasporto in ospedale. Numerosi interventi nell’Appennino in emiliano-romagnolo
Un volo di circa 50 metri, in un canalone ghiacciato e in un punto difficile da raggiungere nella zona della Valle del Silenzio, una delle più belle del comprensorio del Corno alle Scale e tra le preferite dagli escursionisti, specie con belle giornate di sole. Per fortuna nessuno è rimasto ferito gravemente in quello che è stato l’ennesimo incidente tra monti e ghiacciai d’Italia.
A rimanere coinvolte intorno alle 10.30, due cordate di alpinisti appartenenti alla sezione del club alpino italiano di Pavullo, attrezzate e impegnate nella scalata del terzo canalino del monte Corno.
Non è ancora chiaro cosa abbia provocato la caduta; quel che si sa è che uno dei tre membri della prima cordata sarebbe scivolato giù lungo il pendio, trascinandosi dietro gli altri due compagni e colpendo anche i tre della seconda cordata.
Gli alpinisti coinvolti, dunque, sono stati in tutto sei, fortunatamente nessuno ferito in modo grave; due non hanno avuto bisogno di cure ospedaliere e sono tornati a valle con l’aiuto dei soccorritori. Tuttavia è rimasta l’apprensione e la paura per diverse ore, almeno fino al primo pomeriggio, quando tutti sono stati portati in salvo.
In quattro portati in ospedale
Uno degli alpinisti è infatti riuscito subito a chiamare i soccorsi al 112, che in breve tempo sono arrivati con gli elicotteri, non potendo raggiungere il punto dell’incidente a piedi. Quattro escursionisti, tra cui una donna, alla fine sono stati portati negli ospedali di Porretta e al Maggiore di Bologna; solo uno in codice di media gravità, tutti gli altri in codice 1.
A rendere difficili i soccorsi, la zona impervia e il pendio, che hanno richiesto interventi con mezzi aerei per l’impossibilità di atterrare: oltre ai sanitari del 118 con elisoccorso da Bologna e da Ravenna, quest’ultimo con verricello, anche quelli dei vigili del fuoco.
Un lavoro di squadra e di collaborazione tra equipe diverse, con il contributo, ovviamente, del soccorso alpino e speleologico dalle stazioni sia del Corno alle Scale sia di Rocca di Badolo, in zona per una esercitazione, e dell’aliquota sciatori dei carabinieri di Lizzano in Belvedere.
I feriti meno gravi sono stati poi recuperati dagli elicotteri Drago dei vigili del fuoco, sempre con verricello, per poi essere portati in ospedale, mentre i più gravi, con traumi più importanti ma comunque mai in pericolo di vita, sono stati stabilizzati sul posto dagli operatori dell’elisoccorso di Ravenna e portati poi a Bologna, sempre in elicottero. Gli altri due alpinisti coinvolti sono riusciti a tornare a valle quasi illesi e tanto spavento.
Da accertare ancora le cause e la dinamica dell’incidente, ma quel che trapela dai soccorritori del soccorso alpino intervenuti sul posto è che si sarebbe trattato di escursionisti esperti e completamente attrezzati, con ramponi e piccozza e correttamente in cordata.
Diversi interventi nell’Appennino emiliano-romagnolo
Una giornata definita di allerta per il soccorso alpino purtroppo con diversi altri incidenti sui monti, tra l’Appennino Parmense, Reggiano e Modenese. Uno dei più seri, oltre a quello che ha coinvolto i sei alpinisti nel Bolognese, si è verificato su un ripido canale innevato del monte Giovo, conosciuto con il nome di «un mercoledì da leoni», sull’Appennino tosco-emiliano, non molto distante dal Cimone.
Anche in questo caso, durante la salita, il primo di cordata sarebbe scivolato trascinandosi anche l’altro compagno fino alla base del canale.
Come detto giornate di allerta per il soccorso alpino, proprio in virtù di un meteo sereno dopo la pioggia e il vento dei giorni scorsi: il rischio è legato alla possibile formazione di ghiaccio; per questo l’invito è a consultare sempre il bollettino meteo e a partire con la corretta attrezzatura.
Fonte: Corriere di Bologna
