Notiziario indipendente
articoli sui generis, Eventi In Appennino, News

Gli Archibugi Bolognesi: I fucili più belli del mondo in mostra il 7 e 8 giugno a Bologna in Palazzo Bentivoglio

Pubblicato da Andrea Donati il 07/06/2026

L’Eccellenza che ha Segnato il Mondo: Gli Armaioli dell’Appennino a Palazzo Bentivoglio.

Bologna si appresta a celebrare l’atto finale di un viaggio culturale straordinario. Il 7 e l’8 giugno, le sale storiche di Palazzo Bentivoglio, in Via delle Belle Arti, apriranno le porte a un’esposizione unica nel suo genere: l’ultimo capitolo del ciclo dedicato agli Armaioli e Cesellatori dell’Appennino Bolognese. Dopo aver toccato Palazzo Comelli a Bargi e il Museo di Arti e Mestieri di Pianoro, la mostra approda nel capoluogo per consacrare un legame indissolubile tra la maestria delle montagne e la cultura della città.

Una Tradizione di Ferro e d’Oro
L’arte degli Acquafresca, dei Negnoni, dei Ghini e dei Pozzi non rappresenta semplicemente la storia della produzione di armi; è la cronaca di come una piccola area geografica sia diventata il fulcro dell’innovazione tecnologica e artistica europea. Qui, tra le valli bolognesi, il metallo non veniva solo forgiato per la difesa, ma veniva “istruito” attraverso una meccanica sopraffina e “vestito” con ceselli che nulla avevano da invidiare alle opere dei grandi orafi del Rinascimento.

Il Genio di Matteo Acquafresca: Il Leonardo delle Armi
Al centro di questa epopea brilla la figura di Matteo Acquafresca (1651-1738). Se la famiglia era già nota per l’incredibile qualità dei suoi manufatti, Matteo portò l’officina di Bargi in una dimensione mitica. Egli non era solo un cesellatore raffinatissimo, capace di istoriare piastre e canne con scene mitologiche e floreali di rara finezza, ma era soprattutto un ingegnere visionario.
A Matteo si deve la paternità di soluzioni meccaniche che sembravano provenire dal futuro. Il suo celebre fucile a ripetizione del XVII secolo è considerato un miracolo della tecnica barocca: un meccanismo complesso che permetteva il caricamento e lo sparo di più colpi senza dover ricaricare manualmente a ogni esplosione. Questa invenzione anticipò di quasi due secoli i sistemi che avrebbero reso celebri i moderni fucili a ripetizione dell’Ottocento. Possedere un’arma firmata da Matteo Acquafresca significava possedere il vertice massimo della tecnologia e del lusso del tempo.

Fabrizio Acquafresca: Il Custode della 17ª Generazione
La mostra di Bologna non è però solo un omaggio al passato. La presenza di Fabrizio Acquafresca, Maestro Cesellatore di 17ª generazione, garantisce quella continuità storica che rende unico questo progetto. Fabrizio porta con sé non solo il nome, ma il “DNA creativo” di una famiglia che ha saputo evolversi senza mai tradire le proprie origini. La sua partecipazione all’evento di domenica 7 e lunedì 8 giugno permetterà ai visitatori di comprendere come il gesto del cesello, la precisione del tocco e la passione per la materia siano rimasti immutati attraverso i secoli.

La Candidatura UNESCO: Un patrimonio di tutti
L’impegno dell’Associazione A.R.C.A. va oltre la semplice esposizione. La richiesta di inserire l’arte degli Armaioli e Cesellatori dell’Appennino Bolognese nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO è un atto di giustizia storica. Questi manufatti, oggi esposti nei musei più prestigiosi del mondo (come il Metropolitan Museum di New York o le Armerie Reali di Torino), sono testimoni di un “saper fare” che ha influenzato l’intera storia europea, dal punto di vista bellico, tecnologico e artistico.

Conclusione
L’appuntamento a Palazzo Bentivoglio rappresenta un’occasione irripetibile per i bolognesi e per i turisti di riscoprire un’identità territoriale d’eccellenza. In quelle sale, tra il riflesso dell’acciaio inciso e la storia di una dinastia secolare, si potrà toccare con mano l’anima di una montagna che ha saputo parlare al mondo intero.

Fonte: Gruppo di Ricerca e di Volontariato A.R.C.A Appennino Bolognese

Informazioni turistiche E-mail: arca9bologna@gmail.com. Facebook

Righi Fabio 320 17 93 002  –  Righi Otello 338 22 50 000

Eurovideo

Zetamedia

 

Dove mangiare
in Appennino

Dove dormire
in Appennino

Attività
in Appennino

Prodotti a Km zero
in Appennino