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Domenica 11 gennaio alle ore 10.00 a Montepiano si terrà un incontro operativo fondamentale per il futuro del nostro territorio

Data dell'evento: 11 Gennaio, 2026

Pubblicato da Andrea Donati il 09/01/2026

Un momento di ascolto, cooperazione e visione nella splendida cornice dove nasce il fiume Setta, valico strategico del nostro Appennino.

Un invito alla cooperazione L’Appennino non è solo un paesaggio, ma un patrimonio vivente. Con il gruppo ARCA Appennino Bolognese, vogliamo trasformare la memoria in valore, creando una rete reale tra persone di buona volontà, aziende agricole e associazioni per promuovere un turismo consapevole e sostenibile.

L’invito per questo importante momento di confronto è stato inviato a tutte le realtà della Valle del Bisenzio e dell’Appennino Tosco-Emiliano, coinvolgendo: Eminenti Professori e Ricercatori locali; Imprenditori del territorio; Associazioni culturali, sociali e sportive.

Siamo orgogliosi di aver esteso questo invito a un tessuto sociale così ricco e vitale:

– ISTITUZIONI E PRO LOCO: Comuni di Vernio, Cantagallo e Vaiano. Pro Loco di Montepiano, Luciana, Cavarzano, La Pieve, Luicciana, Migliana, Carmignanello, Gavigno, Fossato e Schignano.

– CULTURA E MEMORIA: Associazione Sviluppo Turistico Val Bisenzio, Radici in Appennino , Biblioteca Petrarca, Ass.ne Linea Gotica, Accademia Bardi, Pro Museo Badia S. Salvatore, Compagnia dell’Aringa, e l’impegno di figure come Adriano Rigoli e Riccardo Fattori.

– TERRITORIO E SPORT: Gruppo Trekking Valbisenzio, CAI Sezione Emilio Bertini, Appennino Slow, Gruppo Sentieri di Prato e…, Ass.ne Acquerino Cantagallo, Associazione Salvaguardia e Sviluppo Calvana e Ass.ne A Tutta Briglia.

– SOCIALE E ASSOCIAZIONISMO: Gruppi Alpini (Montepiano, Mercatale, Vaiano), Società della Misericordia (Vernio e Vaiano), Pubblica Assistenza L’Avvenire, Ass.ne Ragazzi Limentra, Ass.ne Sofignano, Consulta Associazioni La Briglia e .

– CIRCOLI E COMUNITÀ: I Circoli ARCI di Luciana, Stella Rossa, Mercatale, Partigiani, Terrigoli, Carmignanello, G. Rossi, Schignano, Sofignano e Spola d’Oro, insieme ai Circoli Parrocchiali di zona e Sasseta.

Il nostro obiettivo? Vogliamo fare rete e cooperare mettendo forze e competenze a servizio della nostra terra, sostenendoci a vicenda nelle sfide quotidiane. 🤝

Vogliamo dare voce a chi vive e lavora in queste valli. Non c’è progresso senza cooperazione: uniamo il “bello” della nostra storia al “buono” della nostra terra.

Vi aspettiamo allo Chalet per costruire insieme la prosperità di domani!

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GRUPPO A.R.C.A. INCONTRO OPERATIVO IN APPENNINO PRATESE

Gentilissimi, cominciamo ringraziando la gentilissima Proloco di Montepiano che ci ha così calorosamente ospitato in questa splendida cornice dell’Appennino, dove nasce il fiume Setta, valico importantissimo del nostro territorio. Questa è la location perfetta per incontrarci e cominciare percorsi di cooperazione per il nostro amato territorio.

Quello che si vuole fare oggi, in questo incontro, è principalmente conoscerci, scoprire le meraviglie del territorio a partire dalle persone di buona volontà, dalla nostra storia, dai nostri prodotti, ecc. In questo incontro cominciamo con il presentare l’Appennino in generale per poi concentrarci sulle nostre valli; vogliamo presentare il nostro territorio sotto la luce che, secondo noi, lo valorizza, e presentarvi alcuni nostri progetti. Ma la cosa più importante che dobbiamo cominciare a fare è cercare di fare rete tra di noi, di cooperare tutti insieme mettendo le nostre forze, conoscenze e capacità a servizio del nostro territorio, aiutandoci e sostenendoci nei nostri bisogni e nelle nostre debolezze.

Mi chiamo Fabio Righi e ho l’onore di dare voce, oggi, a un gruppo di persone di buona volontà che da oltre quindici anni dedica la propria energia e competenza alla cura e alla valorizzazione del nostro straordinario territorio.

Il nostro impegno nasce da una convinzione profonda: l’Appennino non è solo un paesaggio, ma un patrimonio vivente di storia e natura che merita di essere preservato, compreso e raccontato. Attraverso il gruppo ARCA Appennino Bolognese, lavoriamo quotidianamente affinché i siti storici e naturalistici escano dal silenzio e diventino una risorsa concreta e visitabile.

Il nostro obiettivo è trasformare la memoria in valore aggiunto per il turismo, creando un circolo virtuoso tra tutela e sviluppo. In questo cammino, non dimentichiamo che la terra è anche nutrimento: per questo promuoviamo e cataloghiamo le eccellenze agroalimentari delle nostre aziende agricole, veri fiori all’occhiello nel panorama mondiale. Uniamo, in sintesi, il “bello” della storia e il “buono” della nostra terra per attrarre un turismo consapevole, capace di apprezzare l’autenticità che le nostre vallate ci donano.

Luigi Fantini: un pioniere dell’Appennino Bolognese.

Il gruppo ARCA nasce per continuare l’opera di ricerca e di cura dell’Appennino Bolognese. Nel nostro piccolo, ci rifacciamo direttamente all’opera di Luigi Fantini, ispirandoci al suo approccio multidisciplinare e alla sua dedizione nella conservazione e valorizzazione del territorio. Il suo lavoro è il cuore pulsante del nostro impegno, volto a proteggere e promuovere il patrimonio naturale, culturale e storico dell’Appennino.

Luigi Fantini, nato nel 1895 a San Lazzaro di Savena e scomparso nel 1978 a Bologna, è stato una figura di spicco nel panorama culturale e scientifico italiano. Autodidatta, appassionato di storia naturale e archeologia, ha dedicato la sua vita all’esplorazione e allo studio dell’Appennino bolognese, lasciando un’impronta indelebile nel campo della speleologia e della preistoria.

Il Confronto: Dare Voce al Territorio

Negli ultimi anni, in risposta alle numerose crisi che abbiamo affrontato e che purtroppo ancora stiamo affrontando, ci siamo dedicati soprattutto a incontri con persone di buona volontà, professori, imprenditori, associazioni, aziende agricole, ecc. Questi incontri servono principalmente a conoscerci, conoscere noi stessi: è il punto di partenza per cominciare insieme a curare e a promuovere il nostro amato Appennino.

Durante questi momenti di confronto, come vedete, non ci sono sindaci, o al massimo sono presenti solo in ascolto. Al termine di ogni incontro redigiamo un rapporto che viene inviato a tutti i presenti, alla Regione Emilia-Romagna e Toscana, alle città di Prato, Bologna, Pistoia, Firenze e a tutti i comuni dell’Appennino Tosco-Emiliano. Questo documento vuole far comprendere agli amministratori quali siano i problemi reali delle persone che vivono e lavorano sul territorio, dando ascolto a quella che è, senza dubbio, la voce più giusta e autorevole. Il nostro obiettivo è sollecitare un’attivazione concreta per risolvere i problemi, promuovere il turismo, curare il territorio e migliorare la qualità della vita per tutti.

L’Appennino italiano: Fondamento Geo-culturale ed Economico

L’Appennino italiano si configura come un’area di cruciale importanza geo-culturale ed economica, agendo come vera e propria “spina dorsale” della penisola italiana. Nonostante i fenomeni di spopolamento (sempre più voluti?) e la marginalizzazione progressiva che affliggono storicamente — e sempre più intensamente — le aree interne, il nostro territorio mantiene una straordinaria ricchezza in termini di arte, turismo, cultura, storia, tecnologia, prodotti agroalimentari, foreste, biodiversità e valore produttivo.

Le imprese attive nell’Appennino italiano rappresentano circa il 17,2% del totale nazionale, generando oltre 200 miliardi di euro di valore aggiunto. In particolare, il settore agroalimentare riveste un ruolo di preminenza strategica: il 51% del totale italiano dei prodotti agroalimentari a marchio DOP e IGP ha origine proprio in Appennino.

L’Appennino Tosco-Emiliano: Il Valico Più Strategico e Risorsa Turistica

Negli ultimi tre anni, la nostra azione si è focalizzata sul presentare l’Appennino Tosco-Emiliano nel suo aspetto più identitario: quello di territorio di passaggio e di museo a cielo aperto. Grazie alla sua posizione strategica tra l’Emilia e la Toscana, le nostre valli sono da sempre la via naturale più comoda e diretta per attraversare l’Italia da nord a sud, dal Mediterraneo all’Europa. Nel corso di circa 11.000 anni di storia, innumerevoli civiltà hanno attraversato questi crinali.

Questi luoghi, oltre a rappresentare una risorsa turistica inestimabile, devono essere tutelati per preservare il nostro patrimonio storico, artistico, culturale ed agroalimentare. L’Appennino è, a tutti gli effetti, un autentico museo a cielo aperto e uno scrigno di biodiversità. In questi 15 anni di ricerche abbiamo catalogato circa 400 siti (storici, archeologici, naturalistici, ecc.) che, nella maggior parte dei casi, versano in stato di abbandono, alla mercé di vandali e dell’incuria. Questa ricchezza va assolutamente protetta, soprattutto per le generazioni future.

All’interno di questo straordinario territorio (Appennino bolognese) operano anche circa 150 aziende artigianali che producono eccellenze agroalimentari di altissima qualità. Questo ci permette di unire il bello e il buono: la bellezza del paesaggio e della storia unita alla bontà dei prodotti. In questo binomio siamo imbattibili.

Identità Storica: Crocevia di Culture e Collaborazione

Il nostro contributo — la volontà di fare rete tra le varie realtà di volontariato — nasce da questo contesto: dall’identità di un territorio che, pur nella sua dimensione periferica, è stato per secoli un punto strategico di contatto tra il Mediterraneo e l’Europa continentale. Sotto questo aspetto è il territorio più importante d’Occidente e, paradossalmente, uno dei meno frequentati dai grandi flussi turistici.

  • L’Eredità Etrusca: Lungo le nostre vallate passava l’antica Via Etrusca del Ferro; qui non si trasportava o commerciava solo il prezioso metallo, ma si scambiavano anche saperi tecniche e tecnologie (era la “Silicon Valley” dell’epoca etrusca). Questo modello culturale considerava la collaborazione, il commercio e la qualità della vita condizioni necessarie per la convivenza pacifica e lo sviluppo (poiché solo l’azione congiunta crea la via per la concordia), distinguendosi per un approccio basato sul mutuo vantaggio e sulla solidarietà civile, in netto contrasto con la logica imperiale del divide et impera.
  • L’Università e il Liber Paradisus: Da questa matrice culturale è emersa anche Bologna, che nel 1088 ha fondato l’Università (la più antica università in funzione al mondo). È un punto focale che la prima scuola medica non fosse in città, ma in Appennino, nella valle del Reno a Costonzo, a dimostrazione della diffusione del sapere dal territorio verso il centro. L’apice di questa tradizione civile si manifesta nel 1256 con il Liber Paradisus, documento con cui il Comune di Bologna liberò migliaia di persone dalla schiavitù, affermando la dignità umana. È fondamentale ricordare che le prime liberazioni degli schiavi avvenivano in Appennino decenni prima (a Creda, Monteacuto Ragazza e Pianoro).
  • Cooperazione come Principio di Prosperità: La lunga storia del nostro territorio dimostra che la prosperità nasce dalla cooperazione e dallo scambio, non dal dominio. Questo approccio, antico ma straordinariamente moderno, deve essere oggi più attuale che mai.

Cura del patrimonio forestale per finanziare la promozione turistica

Sebbene il nostro lavoro si sia esteso su diversi fronti, negli ultimi cinque anni ci siamo concentrati con particolare passione sulla tutela e la valorizzazione dei nostri boschi, il cuore verde dell’Appennino. Abbiamo avuto la fortuna di incontrare numerosi proprietari terrieri interessati a recuperare aree boschive spesso abbandonate da decenni.

Da questa esperienza nasce il nostro progetto: trasformare il patrimonio forestale in una risorsa concreta per la nostra economia, sostenendo le aziende locali e rilanciando il turismo in modo innovativo. Il lavoro insiste su tutto l’Appennino bolognese, ma il Comune di San Benedetto Val di Sambro è il punto di partenza scelto per questa iniziativa. Qui abbiamo già circa 70 lotti di boschi da gestire.

L’idea è di superare la logica delle grandi compagnie, creando un sistema di cura dei boschi a “chilometro zero” in cui siano le aziende agricole del territorio le vere protagoniste. Il censimento è in corso e l’obiettivo è affidare la gestione di queste aree, generando lavoro, sostenibilità e una migliore qualità della vita. Come associazione ARCA, fungeremo da tramite e mediatore tra proprietari e aziende. Per questo servizio prevediamo una commissione (circa il 10%, da concordare con la singola azienda), che non sarà un costo, ma un investimento collettivo: ogni euro raccolto sarà interamente reinvestito nella promozione turistica del nostro Appennino.

Aprire l’Appennino Tosco – emiliano all’estero

La Diplomazia della Memoria: Un Cammino di Pace Attivo. ARCA ha intrapreso un importante percorso di promozione internazionale; stiamo avviando relazioni con Ambasciate estere per creare accordi di cooperazione commerciale, culturale e turistica.

  • Di recente abbiamo ospitato l’Ambasciata del Sudafrica, che a breve visiterà le nostre aziende leader (come i Gruppi Industriali Macchine Automatiche di Pianoro e il Consorzio Parmigiano Reggiano di Montagna).
  • A breve avremo incontri con l’Ambasciata del Brasile e, se possibile, con l’Ambasciata dell’India.

Abbiamo inoltrato l’invito a circa 70 ambasciate. Vogliamo portare l’Appennino fuori dai propri confini. Abbiamo trovato nelle Ambasciate estere un ambiente molto attivo e reattivo, che crediamo possa portare grandi benefici sia a livello di cooperazione, di collaborazione commerciale sia di promozione turistica. In un momento storico segnato da scontri e divisioni, riteniamo che la cooperazione sia l’unica strada per garantire un rapporto armonioso tra le varie realtà. Lavorare per creare benessere reciproco significa non solo portare benefici al territorio, ma assicurare attivamente la pace.

Questo progetto ci sta particolarmente a cuore e lo riteniamo altamente strategico: l’esperienza maturata con l’Ambasciata sudafricana è stata davvero importante e, unita all’aiuto prezioso di Guglielmo Martelli, (fondatore del gruppo industriale CAM e dell’Ass. Isola delle Rose) garantisce a questa iniziativa il massimo successo. Per i prossimi incontri utilizzeremo le sedi industriali di Pianoro (così da cominciare immediatamente a lavorare per rapporti di collaborazione commerciale e cooperazione con le aziende produttrici di macchine automatiche). Verranno coinvolte sul territorio circa 30 aziende locali, le realtà culturali e rappresentanze istituzionali del nostro Appennino e della città di Bologna, Prato e Firenze.

Proposta: Convegno-Festival delle Associazioni (Camugnano, Primavera 2026) (il cuore pulsante per aprire l’Appennino all’estero)

Desidero inoltre sottoporre un progetto meraviglioso che prenderà il via la prossima primavera: il Convegno/Festival delle Associazioni dell’Appennino Tosco-Emiliano. L’idea nasce dalla convinzione che il nostro territorio custodisca meraviglie spesso ignorate persino da chi vi risiede. L’evento dovrà diventare un appuntamento fisso (ogni sei mesi o un anno), ospitato a rotazione dai vari Comuni.

  • Mattino: Sessioni operative per censire e mettere a sistema le eccellenze (associazioni, aziende, prodotti enogastronomici, ricchezze geologiche, storia e arte).
  • Pomeriggio e Sera: Festa e celebrazione aperta a tutti per rafforzare il senso di comunità.

L’obiettivo è creare un laboratorio reale, conoscerci, ascoltare i bisogni del territorio e progettare soluzioni condivise.

Introduzione ai lavori: La Rete della Via del Ferro

Oggi vogliamo dare avvio a un percorso di cura e promozione turistica con particolare attenzione alle valli del Reno, del Setta e del Bisenzio. Vogliamo dare vita a una vasta rete di persone animate da buona volontà: un gruppo “sferico” che abbracci cittadini, associazioni, imprenditori, professori, giornalisti e ricercatori, ecc. ecc.

Vogliamo ripartire dalle nostre radici: la civiltà etrusca e la Via del Ferro. Abbiamo scelto di iniziare da Grizzana Morandi e da Montepiano, perché qui si trova il valico simbolico che divideva l’Etruria Toscana dall’Etruria Padana. A monte di queste valli vi è Montovolo, Monte Sacro dell’Appennino, e l’area di Monteacuto Ragazza, dove sono state ritrovate statuine votive che testimoniano una raffinatezza artistica straordinaria. Se le nostre valli sono famose nel mondo per la tecnologia contemporanea (macchine automatiche, motori, lavorazione dei metalli), lo si deve all’eredità della Via del Ferro etrusca. Noi ne siamo gli eredi.

Presidio del Territorio e Rinascita Culturale

Questa iniziativa contribuirà concretamente alla cura del patrimonio. Lungo l’antica Via del Ferro si collegano circa 25 siti di livello nazionale, alcuni in preda dell’incuria e addirittura vandalizzati. Penso alla Colombaia di Badolo, alle cavità di rio Conco a Sasso Marconi, o al borgo medievale di Chiapporato qui nell’Appennino Pratese, che ha subito gravi danneggiamenti. Portare un turismo sano significa presidiare il territorio e allontanare il degrado. Oggi è da qui che tutto deve ripartire.

L’Antica Via del Ferro

Costruita dagli Etruschi circa 2.500 anni fa, collegava l’Isola d’Elba a Spina per oltre 260 chilometri. Era prevalentemente una via d’acqua: il ferro arrivava via mare a Pisa, risaliva l’Arno fino a Gonfienti (Prato), poi proseguiva una strada via terra di  6 metri di larghezza fino a Marzabotto (Bologna), per poi riprendere il fiume Reno fino all’Adriatico. Secondo lo pseudo-Scilace, il percorso richiedeva solo tre giorni. Oggi restano pochi tratti in acciottolato, ma l’eredità culturale concentrata in quel crocevia (nelle nostre strette vallate) è la fondazione della nostra civiltà.

L’Eredità Etrusca: Bellezza e Radici per il Futuro

Roma ha conquistato il mondo, ma lo ha fatto ereditando la grandezza degli Etruschi. Questo popolo moderno viveva in armonia con la natura, riconosceva alla donna un ruolo centrale e dominava le scienze. Per troppo tempo sono stati messi da parte per glorificare unicamente il mito di Roma. Oggi possiamo finalmente riconoscere la loro modernità. Noi siamo figli di quella civiltà basata sull’equilibrio, sulla cooperazione e sulla bellezza.

Il futuro ha bisogno di radici profonde. Questa è la nostra “resurrezione”, un nuovo inizio ispirato dalla verità. Che ci porterà in una nuova eta dell’ Oro.  Che la bellezza guidi il nostro cammino.

IL PROGETTO: Il Cammino della Via del Ferro Etrusca

Negli ultimi anni abbiamo lavorato per riproporre questo cammino. Abbiamo avuto il privilegio di collaborare con Marco Parlanti, di aver conosciuto Gianfranco Bracci (primo ideatore del cammino) e il team composto da Stefano Lorenzi, Aldo Geri, Alberto Centauro, Sergio Gardini e Claudio Calastri, realizzò il viaggio prototipo del 2010.

Il cammino originale, a causa del dissesto idrogeologico (soprattutto in Appennino Toscano), non è più interamente praticabile, ma grazie a molti collaboratori, stiamo lavorando al ripristino. In Emilia-Romagna la rete è stata rinnovata con stradelli percorribili anche in bici e  a cavallo che collegano siti archeologici inediti. Questo progetto è un’opportunità per riscoprire la nostra storia. Oltre 200 persone di buona volontà (Professori, ricercatori imprenditori e associazioni) ci stanno già aiutando.

La Via Etrusca del Ferro è un percorso unico da mare a mare. Dall’Isola d’Elba alle lagune padane, attraverso borghi, foreste e valli, offre panorami mozzafiato e prodotti d’eccellenza. È vita vera, sana, libertà e bellezza.

Grazie a tutti.

Fonte:

GRUPPO DI RICERCA E DI VOLONTARIATO A.R.C.A. APPENNINO BOLOGNESE.

(Archiviazione, ricerca e collettività dell’appennino bolognese). 

PROGETTO V.I.T.A.

Cura e valorizzazione del territorio ed aiuto ai bisognosi. 

Sito Facebook: ARCA APPENNINO BOLOGNESE.

Informazioni turistiche E-mail: arca9bologna@gmail.com.

Righi Fabio 320 17 93 002  –  Righi Otello 338 22 50 000

Forno Montepiano – Montepiano e Castiglione dei Pepoli

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