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CNA Bologna. L’economia in Appennino: per il 2026 prevale l’incertezza. Lieve crescita del numero di aziende

Pubblicato da Andrea Donati il 21/02/2026

Fatturati negativi per chi esporta. Presentazione dei dati martedì scorso (17 febbraio) a Vergato nel terzo degli incontri CNA “Finanziaria 2026. Cosa cambia per le imprese”. 

Un lieve aumento nel numero delle imprese in attività; aspettative delle imprese per il 2026 improntate all’incertezza ma non completamente negative; un fatturato stabile negli ultimi anni per le aziende impegnate sui mercati nazionali, mentre è decisamente negativo per le imprese inserite nelle filiere che esportano.

E’ questo lo scenario economico per il territorio dell’Appennino bolognese, presentato lo scorso martedì (17 febbraio) da CNA nell’ambito di un incontro dedicato alla Finanziaria 2026.

Nella Sala dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese a Vergato, CNA ha organizzato il terzo del suo ciclo di incontri “Finanziaria 2026. Cosa cambia per le imprese”: come per i primi incontri svolti a Zola Predosa e ad Anzola, sala affollata di imprenditrici ed imprenditori ad ascoltare gli esperti CNA che hanno illustrato le novità fiscali, quelle in tema di lavoro e di incentivi.

E’ stata anche l’occasione per fare il punto sullo stato dell’economia del territorio.

Cosa si aspettano le imprese dell’Appennino per il 2026? In base ai dati della Camera di Commercio sul manifatturiero, che è uno dei settori trainanti, è l’incertezza a prevalere, anche se il futuro previsto dalle imprese della montagna non è totalmente negativo. Dazi, guerre, situazione geopolitica generale continueranno comunque a mettere in difficoltà le aziende, soprattutto quelle impegnate sui mercati esteri.

Lo dice anche un sondaggio di CNA nazionale presentato pochi giorni fa, che ha verificato come le previsioni di performance positive per il 2026 si fermino al 15,5% nella media nazionale. Sotto la media le imprese dell’Emilia Romagna, solo il 13,5% prevede perfomance positive.

Secondo i dati della Camera di Commercio relativi al terzo trimestre del 2025, le imprese dell’Appennino Bolognese hanno visto un lieve aumento numerico: nel terzo trimestre 2025 infatti sono cresciute di 9 unità, un saldo attivo in quanto sono 42 le aziende che hanno aperto e 33 quelle che hanno chiuso.

In tutto le aziende attive nell’Appennino bolognese sono 3.980. Per la precisione: 211 a Camugnano, 227 a Castel D’Aiano, 198 a Castel di Casio, 450 a Castiglione dei Pepoli, 484 a Gaggio Montano, 247 a Grizzana Morandi, 248 a Lizzano in Belvedere, 437 a Marzabotto, 538 a Monzuno, 390 a San Benedetto Val di Sambro, 550 a Vergato.

Sempre analizzando i dati della Camera di Commercio relativi al terzo trimestre del 2025, il settore che ha sofferto maggiormente è stato l’artigianato manifatturiero impegnato nell’export: il fatturato estero è diminuito del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2024, anche gli ordini sull’estero hanno visto un calo del 7,7%. Va meglio invece nel mercato nazionale: qui le aziende artigiane del manifatturiero hanno visto una crescita del fatturato dell’1,6% e gli ordini di un +1,8%.

La “fotografia” dello stato di salute economico dell’Appennino Bolognese, presentata dal Responsabile Area Economico-Sindacale CNA Bologna Andrea Bargiacchi, è stata l’introduzione dell’incontro, incentrato su “Finanziaria 2026. Cosa cambia per le imprese”. Novità che sono state evidenzate dagli esperti di CNA: la Responsabile Service Area Fiscale CNA Bologna Maria Teresa Di Bella; la Responsabile Service Area Lavoro CNA Bologna Isabella Parrilla; il Responsabile Serfina società di consulenza finanziaria CNA Bologna Massimo Freguglia.

“Onestamente ci aspettavamo di più da questa Finanziaria – ha affermato Silvia Bernabei, Presidente CNA Appennino Bolognese -. Ci sono comunque degli spiragli importanti che segnaliamo alle aziende. Fare impresa in Appennino è più difficile, lo ripetiamo da tempo. Per questo motivo abbiamo dichiarato la nostra contrarietà alla Legge sulla Montagna che ha penalizzato Comuni montani bolognesi e non favorisce certo il rilancio dell’Appennino”.

Cosa cambia con questa Finanziaria per le imprese? Onestamente poco – ha concluso il Direttore Generale CNA Bologna Claudio Pazzaglia -. Però nelle pieghe della Legge di Bilancio si possono trovare anche opportunità. La prossima Finanziaria sarà pre-elettorale e certamente sarà più ricca. Il 2026 insomma è un anno di transizione, per questo motivo le aziende prevedono incertezza. Anche perché un Pil che cresce dello 0,5% è davvero irrilevante”.

Focalizzandosi sul tema incentivi, si è parlato dell’Iperammortamento per i beni strumentali, del Bando INAIL ISI, del Bando internazionalizzazione PMI Emilia Romagna e del Credito d’imposta attività di design. Ma pure delle polizze catastrofali, un obbligo per le aziende: senza la polizza, l’impresa non potrà accedere a contributi pubblici.

L’incontro è stato moderato da Sabrina Zimbardi Responsabile CNA Area Appennino Bolognese.

Fonte: CNA Bologna

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