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Castiglione dei Pepoli. Dal Collegio S. Giovanni al Salone di Torino Arnaldo Ninfali e il suo texano

Pubblicato da Andrea Donati il 02/05/2026

Ci sono storie che nascono tra le pieghe del tempo e che, a distanza di decenni, trovano il modo di rifiorire con nuova energia. È il caso di Arnaldo Ninfali, autore che i lettori di Castiglione hanno imparato a conoscere e apprezzare per il suo legame con il nostro territorio, e che si appresta a rappresentarlo, dal 14 al 18 maggio prossimi, in una delle vetrine più prestigiose d’Europa: il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Per la comunità di Castiglione, il nome dell’autore evoca immediatamente i lontani anni ’60, quelli che egli trascorse tra le mura dello storico Collegio S. Giovanni. Un’esperienza, la sua, che non è rimasta chiusa nei cassetti della memoria, ma che nel 2010 è diventata il romanzo Il Diavolo, Statale 11 Ed., poi evolutosi nel fortunato Scandalo ’60 – ritorno a Ferrara, per Este Edition. Fu proprio la narrazione di un fatto, per quei tempi “scandaloso”, a permettere a molti ex convittori di ritrovarsi, dando vita a revival conviviali che hanno trasformato la nostalgia in una solida amicizia presente.

Oggi, quell’esperienza umana e letteraria si evolve in una nuova sfida. Arnaldo sbarca a Torino con la sua ultima fatica: Un texano a Roma – poliziotto per caso, pubblicato in self-publishing nel 2025 e in vendita su Amazon, in formato cartaceo o kindle.

Si tratta di un giallo in cui il fatto di sangue è indagato da un giovane giornalista sorretto da valori etici che richiamano il lettore su tematiche attuali, come la forza della parola contrapposta a quella della violenza o l’importanza dello spirito critico nella ricerca della verità.

Ma nelle pieghe del giallo psicologico batte sempre il cuore di un autore che non dimentica dove tutto è iniziato: proprio a Castiglione dei Pepoli. Nel 2010, in quella sala che ai tempi della sua giovinezza era stata la cappella del collegio, Arnaldo presentò la sua opera prima, suggellando un patto d’affetto con il paese.

“Portare questo libro al Salone di Torino tra i self-publisher è un traguardo che dedico anche a quel ragazzo che negli anni ’60 guardava l’Appennino dalle finestre del collegio”, commenta l’autore, che proprio oggi (2 maggio) festeggia il compleanno.

Noi aggiungiamo che partecipare al Salone non è solo un punto d’arrivo, ma l’occasione per presentarsi a una casa editrice di genere come un potenziale “brand” letterario che noi sappiamo essere radicato tra le nostre montagne.

Da parte della redazione di La Voce dell’Appennino e di tutti gli ex compagni, un caloroso “in bocca al lupo” a un autore che continua a portare orgogliosamente un pezzo di Castiglione nel mondo e che ci ha promesso una visita a per il mese di giugno.

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Arnaldo Ninfali (1948), originario di Ferrara, dal 1968 vive a Verona, dove ha insegnato lettere nei licei fino alla pensione. Dal 2010 ha pubblicato: un romanzo dal titolo Il Diavolo, racconto autobiografico poi ripubblicato, riveduto e integrato, col titolo Scandalo ‘60 – ritorno a Ferrara; una silloge di dieci racconti dal titolo La vela e altri racconti (2014); una raccolta di articoli e interviste a diversi campioni del calcio, scritti a margine della collaborazione con alcuni giornali sportivi online, dal titolo Febbre di Spal – viaggio sentimentale di un indomito tifoso dalla serie D alla B. Il suo ultimo lavoro, di recente pubblicazione, è il romanzo poliziesco Un texano a Roma – poliziotto per caso. Scrive nei ritagli di tempo dedicandosi anche alle nipotine e alla famiglia.

 

 

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