Notiziario indipendente
Gaggio Montano, News

Gaggio Montano: scavi archeologici rivelano fortificazioni dell’età del Bronzo

Pubblicato da Andrea Donati il 04/10/2023

Rinvenuti molti reperti che saranno oggetto di studio degli archeologi dell’UniBo

Nel mese di settembre si è tenuta la prima campagna di scavi archeologici presso il sito protostorico di Monte della Croce presso la frazione di Santa Maria Villiana, nel comune di Gaggio Montano.

Le ricerche sono dirette dal Prof. Claudio Cavazzuti e co- dirette dal Prof. Cristiano Putzolu, entrambi archeologi del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna. Gli scavi, a cui hanno partecipato circa venti studenti Unibo, hanno messo in luce strutture abitative e monumentali fortificazioni risalenti alla tarda età del Bronzo (XII-XI sec. a.C.), oltre che reperti diagnostici e di grande pregio, come armi e ornamenti in bronzo, vasellame, utensili in vario materiale e perle d’ambra.

I materiali testimoniano l’importanza del sito e la sua centralità rispetto alle vie di percorrenza trans- appenniniche durante gli ultimi secoli del secondo millennio a.C.

Dopo una fase di abbandono, l’insediamento fu rioccupato in epoca etrusca (IV-III sec. a.C.) per poi cessare definitivamente.

Il sito era noto già dalla fine dell’800 ma non era mai stato indagato approfonditamente. Nonostante sia stato avviato solo quest’anno, lo scavo di Monte della Croce ha già restituito evidenze eccezionali che integrano il quadro ancora poco noto del popolamento pre-storico in area montana.

Le ricerche sul sito e nel territorio circostante si protrarranno per almeno altri due anni. Sabato scorso hanno potuto visitarlo la delegata alla Cultura del Comune di Bologna Elena Di Gioia e la direttrice dei musei civici cittadini Eva Degl’Innocenti.

È un sito interessante – spiega il vicesindaco di Gaggio Montano Maurizio Malavolti. – Ci sono già scuole del territorio che sarebbero interessate alla visita. Come Comune abbiamo sposato l’idea fin da subito e abbiamo raccolto le liberatorie dei proprietari dei terreni su cui insistono gli scavi. Avremmo piacere che i reperti rinvenuti, che devono essere studiati, possano nel futuro prossimo essere visibili e ci daremo da fare per mantenerli in esposizione. Diamo tutta la disponibilità affinché il progetto proceda: è un lavoro di squadra della giunta che, oltre all’assesssore alla cultura Andrea Baldini, ha visto la collaborazione della consigliera comunale di frazione Isabella Taroni che si occupa di ambiente. Tutta la frazione ha sposato l’idea e ringraziamo anche i cittadini e la Proloco locale”.

Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese

Dove mangiare
in Appennino

Dove dormire
in Appennino

Attività
in Appennino

Prodotti a Km zero
in Appennino