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La Castagnella Castiglionese è De.C.O.

Pubblicato da Andrea Donati il 22/12/2022

La Castagnella Castiglionese ha ottenuto, dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, il marchio che valorizza i prodotti gastronomici di una determinata area, evidenziandone in qualche modo le peculiarità e che fa riferimento ad una legge di portata nazionale. DEnominazione Comunale di Origine De.C.O. 

Di Andrea Donati

Questo importante riconoscimento premia il nostro impegno nella ricerca di un prodotto dall’uso innovativo, ma contemporaneamente radicato nelle tradizioni. Abbandonati da quasi un secolo, questi boschi, che un tempo erano frutteti curatissimi, hanno visto un declino lento e costante nei decenni, fino al totale abbandono di oggi.

Perdere questo patrimonio e la cultura secolare ad esso legata, paragonabile a quella del vino o dell’olio, sarebbe davvero un peccato. Rimotivare anche economicamente le popolazioni appeniniche potrebbe innescare un circolo virtuoso di recupero idrogeologico, forestale, produttivo e culturale.

La Castagnella Castiglionese è un prodotto moderno con ingredienti antichissimi. Innovazione nell’utilizzo e tradizione dei sistemi di produzione fanno di questo prodotto una speranza di rilancio dell’economia dei nostri castagneti i cui frutti non sono da consumo come i marroni ma da farina. La farina di castagne ha valori nutritivi di tutto rispetto. Ma è la prima volta che mescolata al miele rigorosamente monoflora di castagno, diventa una crema spalmabile sul pane.

La Castagnella castiglionese può sostituire le merendine o snack.. Inoltre, si abbina benissimo ad altri alimenti come alla ricotta, ai formaggi freschi e stagionati. I generosi castagneti piantati dai nostri avi danno ancora tanti frutti nonostante l’abbandono, miele compreso. Un miele pulito, aromatico, denso che quando è puro non cristallizza e che viene da ambienti sani, non contaminati e da piante vecchie di secoli. La farina è fatta con il tradizionale metodo dell’essiccazione per 40 giorni a fuoco costante negli antichi “seccatoi” e la macinatura rigorosamente a pietra nei rari mulini ad acqua rimasti.

Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese

La Castagnella la trovi qui: Mulino Del Frate Az. Agricola

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