Al Teatro di Marzabotto il debutto di “DERIVE” che ha coinvolto gli Istituti superiori di Castiglione e Vergato
Pubblicato da il 08/06/2026
L’arte e i giovani al centro del nuovo welfare culturale dell’Appennino bolognese
Dopo il lancio ufficiale di marzo, è entrato nel vivo al Teatro Comunale di Marzabotto il progetto “DERIVE – Storie di naufragi e approdi”, la nuova rassegna artistica promossa dall’Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali (IsSEC) dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.
Il progetto nasce da una visione precisa: mettere la persona al centro, integrando in modo sempre più stretto le politiche sociali, educative e culturali. Una sfida significativa che conferma la volontà dell’Amministrazione di proseguire un percorso condiviso che guarda alla comunità nella sua interezza.
Con l’obiettivo di rendere i giovani protagonisti fin dal principio, l’esordio di “DERIVE” ha visto il coinvolgimento attivo degli studenti e delle studentesse degli Istituti di Istruzione Superiore “Luigi Fantini” di Vergato e “Caduti della Direttissima” di Castiglione dei Pepoli per la creazione del logo ufficiale della rassegna. Tra le 19 proposte pervenute, la Commissione ha decretato la vittoria del progetto realizzato da Sofia Mattei, Greta Storai e Laura Stefanini dell’I.I.S. “Caduti della Direttissima”.
Il debutto, nella serata di venerdì 29 maggio, ha regalato momenti di grande intensità grazie alla toccante rappresentazione del Laboratorio teatrale del Fantini sul tema dell’Alzheimer intitolata “Ancora un attimo” di Alessandro Migliucci, regista dello spettacolo, alla lettura dei testi di Carlotta Bartolomei e alla premiazione del concorso grafico. Un appuntamento emotivamente profondo che ha dimostrato come i linguaggi espressivi possano raccontare efficacemente fragilità, difficoltà e vissuti complessi, aprendo però la strada alla resilienza, alla speranza e alla rinascita.

Esprime la sua soddisfazione Alessandro Santoni, Presidente dell’Istituzione: “L’aspetto più innovativo del progetto consiste proprio nell’utilizzare la cultura come strumento di welfare e di benessere collettivo. Le fragilità, infatti, non riguardano esclusivamente chi vive una condizione di disagio o chi svolge un ruolo di cura. Sono esperienze che, in forme diverse, attraversano o possono attraversare la vita di ciascuno di noi. Per questo “Derive” non si rivolge soltanto agli addetti ai lavori, ai professionisti del sociale, ai caregiver o alle persone che stanno vivendo momenti di difficoltà, ma all’intera comunità. Attraverso il teatro, la musica, le arti visive, la narrazione e i diversi linguaggi espressivi, la rassegna intende creare occasioni di incontro, riflessione e partecipazione, capaci di coinvolgere tutti i cittadini, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza collettiva e un più forte senso di appartenenza. La convinzione alla base del progetto è che la cultura possa rappresentare molto più di una semplice proposta artistica: può diventare uno strumento di cura, di sensibilizzazione e di crescita condivisa, capace di trasformare le fragilità in occasioni di dialogo e di rafforzare quelle reti di relazioni che costituiscono la vera ricchezza delle comunità dell’Appennino. Un ringraziamento particolare va agli studenti e ai docenti degli istituti scolastici coinvolti, agli artisti e ai protagonisti della serata inaugurale, nonché ai dipendenti dell’Istituzione che stanno accompagnando con professionalità e passione anche lo sviluppo di questo nuovo percorso”.
“DERIVE – Storie di naufragi e approdi” proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti sul territorio, continuando a navigare tra esperienze, emozioni e racconti collettivi, con l’obiettivo di costruire comunità sempre più inclusive, consapevoli e solidali, anche coinvolgendo le tante compagnie teatrali amatoriali dell’Appennino.
Fonte: Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese




