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Presentato a Bologna il calendario 2023 della Mela Rosa Romana dell’Appennino

Pubblicato da Andrea Donati il 19/01/2023

Presentato ieri 18 Gennaio a Bologna il Calendario della Mela Rosa Romana dell’Appennino alla stampa specializzata.

Di Andrea Donati

Riportiamo, di seguito in toto, l’articolo apparso su Vergato News 24:

Presentato oggi (18 Gennaio) a Bologna il Calendario della Mela Rosa Romana dell’Appennino alla stampa specializzata.

Alla conferenza stampa che si è svolta nei locali di Confcommercio ASCOM Città Metropolitana di Bologna, Palazzo Segni Masetti (Strada Maggiore 23 – Bologna) sono intervenuti:

GIANCARLO TONELLI – DIRETTORE GENERALE CONFCOMMERCIO ASCOM BOLOGNA DARIO MINGARELLI – PRESIDENTE ASSOCIAZIONE MELA ROSA ROMANA
DANIELE RAVAGLIA – DIRETTORE GENERALE EMILBANCA
LAURA BORAGGINI – TITOLARE RISTORANTE AL PALADEIN DI CAMPOLO (GRIZZANA MORANDI)”

Presentazione del
CALENDARIO 2023 DELLA MELA ROSA ROMANA DELL’APPENNINO BOLOGNESE
“Il calendario della Mela Rosa Romana è uno dei modi che la nostra associazione ha scelto per divulgare la conoscenza e promuovere la riscoperta di questo frutto antichissimo caratteristico dell’Appennino Bolognese. Le ricette, i rimedi popolari, gli esemplari antichi, i borghi, i cuochi, gli agricoltori e i ricercatori che hanno operato in questo ambito hanno trovato spazio di divulgazione nel calendario: un modo per raccontare la mela in tutti gli aspetti che la riguardano e per promuoverne l’apprezzamento, l’utilizzo, la coltivazione” spiega Dario Mingarelli, curatore del Calendario e presidente dell’associazione Mela Rosa Romana.

Nell’edizione 2023 in ogni mese abbiamo abbinato il racconto e la fotografia di un borgo caratteristico del nostro Appennino, luoghi magari meno conosciuti, ma ricchi di storia, di cultura, e tappe importanti per la conoscenza dell’ambiente nel quale continuano a vegetare e produrre esemplari antichi della nostra mela. Spesso veri e propri patriarchi del gusto: da salvare e preservare, come si prefigge, fra i suoi scopi, la nostra associazione” conclude Dario Mingarelli.

Ospitiamo, con molto piacere, la presentazione del Calendario della Mela Rosa Romana dell’Appenino bolognese, un antico frutto d’eccellenza e di qualità di cui si sta cercando di incentivarne l’accrescimento nel nostro territorio. E’ con questo obiettivo che Confcommercio Ascom Bologna ed Emil Banca hanno deciso di donare al nostro territorio, 50 alberi, che saranno piantati, nelle prossime settimane, nell’area verde della Fattoria Zivieri a Sasso Marconi, luogo ideale per lo sviluppo di questa coltura” afferma Giancarlo Tonelli, Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna.

Il recupero e la valorizzazione delle antiche colture, come delle culture, dei territori di cui facciamo parte è un’attività che da sempre caratterizza la nostra Banca. Per sostenere un territorio bisogna prima di tutto conoscerlo e farlo conoscere, puntando sulle eccellenze di cui il nostro Appennino è ricco – ha commentato Daniele Ravaglia, direttore generale di Emil Banca – Grazie all’attività dei Comitati soci locali, Emil Banca è pare integrante delle comunità che abita e sono molto orgoglioso che un’attività così carica di significati come il recupero della Mela Rosa Romana sia stata promossa ed oggi sostenuta con tanto impegno dai nostri Soci della valle del Reno a cui va il mio sentito ringraziamento”.

Siamo felici di ospitare e di provvedere alla crescita di 50 unità di questa millenaria coltivazione di Mela Rosa Romana, già conosciuta per gli aspetti salutistici e nutrizionali. Auspichiamo, con questo progetto, di partecipare allo sviluppo e alla promozione di nuove forme di trasformazione e di commercio di questa mela e dei suoi derivati” dichiara Aldo Zivieri, Fattoria Zivieri.

A seguito, una scheda descrittiva della MELA ROSA ROMANA, Arca del gusto di Fondazione Slow Food.
La Rosa Romana è una mela di forma piatta, del peso medio di circa 180 gr, con la buccia di colore verde-giallo con un sovra colore rosa-rosso carminio, talvolta striato, sulla metà della superficie. Ha polpa consistente, leggermente acidula, molto fine, e un profumo tipico di rosa, un aroma marcato che aumenta con la conservazione in fruttaio, dove si conserva inoltre fino a primavera inoltrata senza dover ricorrere a frigoriferi o conservanti chimici.

E’ coltivata nell’Appennino bolognese probabilmente da più di duemila anni, dimostrando una grande capacità di resilienza e un legame stretto con il territorio. Fino agli anni ’50 del secolo scorso era ancora la varietà più coltivata nell’Appennino bolognese, poi la melicoltura si è spostata in pianura e la frutticoltura di montagna è stata man mano abbandonata. Questa cultivar si adatta infatti particolarmente agli ambienti di montagna dove assume una colorazione più attraente e tipica e le migliori caratteristiche organolettiche. Una recente ricerca realizzata dall’Università di Bologna evidenzia come dal punto di vista genetico sia molto vicina alle poche varietà di origine romana sopravvissute fino ai giorni nostri. Molti degli alberi secolari ancora presenti sono vicino a siti archeologici etruschi e romani: Burzanella, Monteacuto Ragazza, Vigo, Marza botto.
A volte presso pievi, castelli. In quasi tutte le case coloniche, e anche nei centri abitati, sono presenti ancora alberi secolari questa mela.

Per i recupero di questa coltura è stato avviato un Progetto GOI di filiera della rosa romana insieme ai frutticoitori locali, agli enti di ricerca (Università di Bologna) e agli enti territoriali (GAL).
Anche se oggi viene rilanciata come prodotto fresco, tradizionalmente era consumata prevalentemente cotta. Molto adatta a fare torte e in generale per la pasticceria. Attualmente si producono anche succhi, e per il contenuto zuccherino contenuto, composte, aceto, distillati, essiccati.

Attualmente è disponibile solo in quantità limitate. Si sta promuovendo la realizzazione di nuovi impianti al fine di limitare la produzione ai consumatori e alla ristorazione locale, che la impiega in vari modi: come ripieni di primi piatti, contorno di carni, dolci, gelati.
E’ ricca di polifenoli, soprattutto nella buccia, in particolare di naringerina, quercitina, procianidina, floretina. Le prime due sostanze hanno un azione antivirale piuttosto conosciuta. Si usa anche nella cosmesi e nella fitofarmacia.

Fonte e foto: Vergato News24

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