Lo sbirro Claudio Bisio rilancia l’Appennino: “Fascino fra storia e turismo”
Pubblicato da il 12/04/2026
La serie tv con protagonista il popolare attore valorizza un’area che sta cercando nuova visibilità. La crisi di alcune aziende non ferma inziative economiche e culturali. Fabbri: “Basta spopolamento”
Siamo di fronte alla nuova alba dell’Appennino bolognese. La serie tv ’Uno sbirro in Appennino’ capitanata da Claudio Bisio nei panni del protagonista rappresenta il manifesto della rinascita di un luogo sacro per artisti, come il cantautore Francesco Guccini che da una vita sceglie queste lande per trovare ispirazione e il regista Pupi Avati, che esattamente 43 anni fa ambientò tra i monti bolognesi il suo celebre film ’La gita scolastica’.
Siamo di fronte alla nuova alba dell’Appennino bolognese. La serie tv ’Uno sbirro in Appennino’ capitanata da Claudio Bisio nei panni del protagonista rappresenta il manifesto della rinascita di un luogo sacro per artisti, come il cantautore Francesco Guccini che da una vita sceglie queste lande per trovare ispirazione e il regista Pupi Avati, che esattamente 43 anni fa ambientò tra i monti bolognesi il suo celebre film ’La gita scolastica’.

Claudio Bisio (il commissario Vasco Benassi) è il protagonista di ’Uno sbirro in Appennino’, serie tv partita giovedì su Rai Uno
Fare cinema in Appennino significa investire nella bellezza slow
Fare cinema in queste terre significa investire nella bellezza slow e attrarre pubblico, senza dubbio. Il successo dell’Appennino è però ondulatorio, proprio come le sue affascinanti cime: l’estate alle porte si configura sicuramente come il periodo ideale, con i paesi e i borghi che vedono quintuplicare le presenze, soprattutto di turisti e villeggianti con le seconde case. Sagre, feste paesane, passeggiate e incontri pubblici chiamano a raccolta gente da tutta Italia.
Riscoprire i tesori dell’Appennino: “I nostri monti sono pieni di fascino”
Così da tempo è cominciata una crociata guidata da associazioni, istituzioni e volontari per fare riscoprire i tesori che può offrire una terra sublime. La Via degli Dei, il percorso di 130 chilometri che collega Bologna con Firenze, sta vivendo un boom di camminatori, passati dagli 8mila del 2017 ai 23mila del 2024, con una progressione costante.
“I nostri monti sono pieni di fascino, con orizzonti sconfinati. Così il poliziesco con Bisio è diventato quasi un Western”, ha raccontato il regista bolognese Renato De Maria, autore della fiction in onda su Rai Uno. Ieri il prodotto tv firmato Picomedia e Rai Fiction ha registrato il tutto esaurito a Castiglione dei Pepoli per la visione al cinema della terza puntata. E giovedì sera c’è stato il boom di ascolti, con 4 milioni di italiani, davanti al piccolo schermo per ammirare Bisio & co.
“Uno sbirro in Appennino dipinge un territorio che funziona”
Il presidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Maurizio Fabbri, ieri all’evento di Lagaro ha rivelato di aver “dismesso i panni dell’amministratore per vestire quelli del ’complice’ della troupe televisiva e dei dirigenti, quando li ho accompagnati a vedere i luoghi del set”. Fabbri, sindaco per dieci anni di Castiglione dei Pepoli, è da sempre un paladino contro lo spopolamento dell’Appennino: “C’è grande entusiasmo in queste terre, si svolgono iniziative storiche e questa serie tv dipinge l’Appennino che funziona”. La musa Appenninica ha regalato perle anche a Loriano Macchiavelli, che scrisse a quattro mani con l’amico Guccini una serie di romanzi gialli ambientati sui crinali bolognesi.

Maurizio Fabbri, presidente consiglio regionale
L’Appennino fa il pieno in tivù e al cinema. Festa per lo “sbirro”
La sala Mattei di Lagaro compie un secolo con la serie di Rai Uno. Il regista De Maria: “Mi sono subito innamorato di questi luoghi”.
In Appennino sta succedendo di tutto: omicidi, escort, cocaina: per anni non succede nulla, poi il finimondo!”. Suona così una battuta particolarmente riuscita de ‘Il caso degli spiriti’, il terzo episodio della serie ‘Uno sbirro in Appennino’ proiettato in anteprima al cinema di Lagaro ieri pomeriggio. In queste illuminanti parole c’è molto dello spirito di questa fiction che il 7 aprile ha tenuto sintonizzati su Rai Uno per 100 minuti più di 4 milioni di telespettatori, sfiorando il 24% di share totale.

Se il buongiorno si vede dal mattino, si può tranquillamente affermare che per Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi e Camugnano, i luoghi delle riprese, questa avventura cinematografica rischia di essere memorabile da molti punti di vista, a partire da quello della promozione territoriale. Tante le persone intervenute a questa festa che ha portato televisione e territorio sullo schermo di una sala storica della montagna bolognese. Sì, perché ieri, insieme alla fiction si festeggiava anche un altro anniversario: il cinema Mattei compie quest’anno un secolo e, con esso, gioisce un paese intero che, al chiuso di quello spazio, ha trascorso momenti che restano impressi nella memoria collettiva. A fare gli onori di casa, insieme ai fratelli Carlo, Michele e Antonio Mattei gestori della sala, il sindaco Tommaso Tarabusi, il presidente dell’assemblea legislativa regionale Maurizio Fabbri, la presidente dell’Unione Valentina Cuppi che hanno accolto tanti ‘colleghi’, Fabio Abbagnato della film commission regionale e una nutrita delegazione del cast. Sul palco, insieme allo sceneggiatore bolognese di origini appenniniche Fabio Bonifacci, c’erano anche il regista Renato De Maria e l’attrice Chiara Celotto.

“Erano trent’anni – ha confessato Bonifacci – che sognavo di portare il mio lavoro e il cinema in Appennino. Per farlo ho scritto cinque sceneggiature che sono rimaste nel cassetto, al sesto tentativo ci sono riuscito. E ora potrei parlarne per giorni. Del resto, l’Appennino non è che sia molto presente nell’immaginario dei produttori cinematografici che vivono quasi tutti a Roma”. Le riprese, realizzate fra la primavera e l’estate del 2025, hanno avuto come fulcro la bella piazza di Castiglione dove ha sede il commissariato di polizia guidato da Vasco Benassi – Claudio Bisio. “Il primo sopralluogo – racconta il regista Renato De Maria – lo abbiamo fatto alla fine del 2024, c’era la neve e io mi sono innamorato di questi posti splendidi. Avremmo voluto utilizzare più luoghi per le riprese, ma le distanze incidono sui costi di produzione quindi abbiamo ridotto il raggio a 10-15 km dal centro di Castiglione. Adesso speriamo che il pubblico ci regali il sogno della seconda stagione”.
Già, perché è proprio questa la speranza: ‘costringere’ la Rai al bis, in ragione del grande riscontro. “I polizieschi piacciono sempre – conclude Bonifacci –. L’Appennino ha un grande passato e, forse, un futuro: da qualche anno la popolazione non cala più, stanno arrivando anche giovani e artisti”.
Fonte: Estrapolazioni da Il Resto del Carlino Bologna

