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Autobus Tper, i biglietti digitali e gli anziani, “muri tecnologici”. La rigidità sanzionatoria smentisce la Smart City

Pubblicato da Andrea Donati il 09/02/2026

Marco Mastacchi, consigliere regionale di Rete Civica, denuncia con un atto formale alla Giunta l’approccio rigido dell’azienda di trasporti Tper e la mancanza di inclusività e assistenza verso le categorie fragili che si concretizza con sanzioni pecuniarie inflitte ingiustamente agli anziani sui mezzi pubblici di Bologna.

Molti cittadini vulnerabili ricevono multe elevate a causa delle difficoltà tecnologiche riscontrate con i nuovi sistemi di validazione digitale, nonostante il possesso di un regolare titolo di viaggio. Mentre Bologna si promuove come un laboratorio d’avanguardia, dove la digitalizzazione dovrebbe snellire i processi e migliorare la qualità della vita, per un cittadino anziano fermo davanti a un validatore elettronico di ultima generazione, questo “progresso” si trasforma in un muro invisibile ma invalicabile, dove la Smart City inclusiva si trasforma in una sanzione amministrativa che colpisce non l’inciviltà, ma la fragilità tecnologica.

Una città può davvero definirsi accogliente se i suoi servizi essenziali diventano una trappola per chi non possiede competenze digitali avanzate? La digitalizzazione, anziché semplificare, agisce come un nuovo fattore di emarginazione sociale. L’errore tecnico non è un reato (ma costa 100 euro) e la gestione dei controlli evidenzia crescenti criticità del sistema Tper che pare aver smarrito il senso dell’equità procedurale.

Sono sempre di più i casi di anziani che, pur in possesso di regolare titolo di viaggio, vengono sanzionati con multe che raggiungono i 100 euro perché in grande difficoltà a interagire correttamente con interfacce digitali spesso non intuitive, specialmente in contesti di stress o affollamento.

Un caso emblematico di questa gestione è rappresentato dai controlli sulla linea verso Villa Angeli a Sasso Marconi. Qui si registra una dinamica profondamente iniqua: mentre i cosiddetti “furbetti” dell’evasione totale vengono talvolta semplicemente invitati a scendere dal mezzo in via preventiva, si assiste a un vero e proprio accanimento verso quegli utenti che, pur muniti di biglietto, hanno commesso un errore formale sulla zona tariffaria o sulla procedura di validazione digitale.

Questo doppio standard ispira un clima di ostilità e paura, trasformando il diritto alla mobilità in una fonte di ansia. Per un anziano, l’autobus non è più un mezzo di autonomia, ma un luogo di potenziale umiliazione amministrativa.

La complessità dei nuovi protocolli di validazione mette in serie difficoltà chi con la tecnologia non ha tutta questa dimestichezza e fatica a capire in che modo e se il titolo è convalidato. “Tra l’arroganza di chi sale senza titolo di viaggio e la buona fede di un anziano che fatica con un dispositivo elettronico vi è una differenza evidente che l’Amministrazione e Tper sono chiamate a riconoscere.” Commenta Mastacchi che chiede un’azione immediata della Giunta regionale per bilanciare il controllo dei biglietti con una maggiore inclusività e assistenza verso le categorie fragili.

L’obiettivo finale è garantire un servizio pubblico che non trasformi semplici errori tecnici in umiliazioni per i passeggeri meno digitalizzati. Mastacchi richiama la necessità di non replicare casi estremi e dolorosi, come il precedente del minore lasciato a terra tra la neve in Cadore a causa di un biglietto non idoneo. Non si tratta di retorica, ma di un monito contro una deriva normativa che sacrifica il buonsenso e la tutela della persona sull’altare della regolarità tecnica. La rigidità non deve mai superare la protezione dei minori e degli anziani, per i quali il mezzo pubblico è spesso l’unico legame con la comunità.

Fonte: Ufficio Stampa Consigliere Marco Mastacchi – Gruppo Assembleare RETE CIVICA 

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