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Legge sulla montagna, CNA Bologna: Contrari da subito, insoddisfatti per l’esclusione dei sei Comuni bolognesi”

Pubblicato da Andrea Donati il 06/02/2026

Il Direttore Generale Claudio Pazzaglia: “L’impatto è stato minore rispetto alla prima ipotesi, però il risultato è ancora penalizzante. La nostra montagna necessita di rilancio e deve essere ripopolata. CNA disponibile a lavorare con le Istituzioni per questi obiettivi”.

Anche se la ‘legge sulla montagna’ ha avuto un impatto minore sui Comuni bolognesi rispetto all’ipotesi iniziale, CNA resta comunque contraria a questa norma e si dichiara insoddisfatta per l’esclusione di Monte San Pietro, Marzabotto, Sasso Marconi, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Fontanelice, considerando la provincia di Bologna, dalla classificazione di Comuni montani. CNA ribadisce che in un momento in cui si cerca di valorizzare i territori montani, la loro economia e le loro imprese, questa legge va in senso opposto rispetto alle necessità di rilancio e di ripopolazione dei territori dell’Appennino”.

E’ il commento di Claudio Pazzaglia, Direttore Generale CNA Bologna, dopo la seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che ha escluso i sei Comuni bolognesi e altri Comuni emiliano romagnoli dalla classificazione di Comuni montani.

E’ una legge nazionale su cui abbiamo subito espresso la nostra contrarietà – prosegue Claudio Pazzaglia – perché ad esempio toglie risorse che può comportare l’esclusione di molte aziende da sostegni economici. Sostegni invece che sono fondamentali per imprese che avendo attività in montagna hanno difficoltà in più rispetto ad altri territori, pensiamo solo ai problemi legati ai trasporti e alle infrastrutture. Imprese invece che resistono e danno lavoro e ricchezza alla loro comunità”.

Confidiamo che il sostegno promesso dalla Regione Emilia Romagna per i Comuni esclusi possa concretizzarsi – conclude Claudio Pazzaglia -. Come CNA sostiene da sempre, è importante che le Istituzioni e le forze politiche lavorino nell’interesse delle comunità e delle imprese della montagna. CNA è sempre disponibile a condividere con le Istituzioni le decisioni che riguardano le imprese del nostro territorio, in questo caso il territorio montano”.

Fonte: CNA Bologna

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